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La paura di essere abbandonati

Come si manifesta il senso di abbandono e quando diventa patologico

La paura dell’abbandono è uno dei timori che affligge maggiormente gli esseri umani, insieme al timore di morire o di contrarre malattie. È la paura costante e incessante di poter perdere la persona amata, con cui si condividono i momenti di vita, e di affrontare l’inevitabile conseguenza di rimanere soli.

Il senso di abbandono è una reazione normale quando segue la fine di un legame affettivo, che sia amicale o amoroso, in quanto è un sentimento naturale e inevitabile di sofferenza con cui la persona elabora il “lutto” del’amato perso e compianto.

Vi sono persone, invece, che si sentono spesso abbandonate senza che vi sia un reale motivo, ma semplicemente interpretando i comportamenti altrui come possibile causa di perdita e interruzione del legame. I sentimenti che accompagnano il senso di abbandono sono:

  • la profonda angoscia dei legami
  • la tristezza
  • la rabbia
  • il senso di vuoto
  • la disperazione

Come si innesca la convinzione abbandonica

Le persone che si sentono abbandonate sono estremamente fragili e sensibili e vedono in ogni piccolo gesto e frase della persona amata la possibilità di essere lasciate:

“Ieri non mi ha più chiamata come aveva detto… credo mi stia lasciando”

“Ho letto nel suo sguardo qualcosa di strano… forse mi vuole lasciare”

L’angoscia abbandonica può innescarsi anche senza che vi siano particolari circostanze, con il solo pensiero, ad esempio che qualcosa possa andar male, anche se il rapporto sta procedendo bene.

“Cosa farei se questa storia finisse? Cosa ne sarà di me?”

Questo sentimento di perdere il proprio partner spinge la persona a dare la caccia ad ogni tipo di prove che possano confermarle la possibilità di essere abbandonata e quindi di avvalorare la propria convinzione. La persona si sente sempre angosciata, tesa e in allerta, perché pensa che prima o poi riuscirà a provare a se stessa questa idea.

Quali sono le conseguenze dell’angoscia abbandonica?

Le persone che soffrono di angoscia abbandonica finiscono per sabotare le proprie relazioni, mettendo in atto comportamenti che possono aggravare la loro condizione, ad esempio evitando di legarsi. La persona, infatti, temendo il continuo abbandono, evita di legarsi o di farsi coinvolgere emotivamente. Se questo accade, cerca di distruggere il proprio rapporto, scegliendo partner inaffidabili e instabili o essendo troppo esigente con l’altro.

La persona può avere comportamenti di evitamento, di controllo o di rassegnazione.

Evitamento

Nel comportamento di evitamento la persona evita di legarsi sentimentalmente a qualcuno e cerca di coltivare una vita solitaria. L’ansia dell’abbandono può essere “controllata” cercando di mostrarsi indifferenti, poco attaccati o affettuosi con l’altro.

“Se non mi lego, non soffro!”

Tuttavia questi comportamenti finiscono per confermare alla persona che le relazioni sono dolorose, alimentando la falsa convinzione dell’abbandono, inoltre fanno in modo che la persona amata possa man mano allontanarsi poiché si sente poco amata e quindi rifiutata.

Controllo

I comportamenti di controllo verso il partner sono finalizzati ad accertarsi che non possa far nulla di scorretto o dannoso, come ad esempio un tradimento. L’ansia abbandonica viene controllata pensando:

“Se lo controllo, non potrà mai farmi soffrire!”

ed è accompagnata dalla paura che prima o poi possa succedere qualcosa di brutto che possa minare il rapporto, motivo per cui è sempre importante mantenersi in allerta e ipervigili rispetto a tutto.

In questo modo, però, il partner può sentirsi non creduto e ipercontrollato e allontanarsi dalla persona, portando alla fine della relazione.

Rassegnazione

Nei comportamenti di rassegnazione la persona si comporta come se realmente fosse abbandonata, quindi si rassegna a questa sua convinzione, allo scopo di far in modo che il partner cessi questo abbandono presunto o reale.

“Come vedi sto così male che solo tu puoi evitare che mi senta così abbandonata!”

Un esempio è la scenata di gelosia. Anche in questo caso, il partner potrebbe stancarsi, trovando difficile, a lungo andare, reggere e contenere la portata di questo sentimento.

Da dove nasce e come si sviluppa il sentimento dell’abbandono

Spesso le persone con un sentimento abbandonico hanno vissuto, in passato, situazioni di vita fatte di distacchi, abbandoni, perdite, trascuratezza da parte di figure genitoriali o altre persone importanti, in periodi di infanzia e adolescenza in cui costruire legami stabili e duraturi è essenziale a sopravvivere.

L’interruzione di un legame affettivo, ad esempio con un genitore, che sia temporaneo o immutabile, o la sua totale assenza emotiva, può essere nociva per la persona rispetto alla crescita e alla costruzione dei propri valori, perché viene a mancare una guida che possa illuminare le scelte e condividerle.

La persona, quindi, da sola non si sente protetta, sente che le manca un pilastro e non sa prendere decisioni da sola. In età adulta cresce insicura, con bassa autostima, bisognosa di costanti conferme, frustrata, arrabbiata e gestisce male le situazioni di crisi.

Sente, inoltre, la perenne paura che l’altro possa, prima o poi, abbandonarla così come è stato in passato. La persona si sente sempre inadeguata, timorosa di poter sbagliare, costruisce relazioni “bianco o nero” in cui tende ad allontanare e trattare male gli altri, paradossalmente, per paura che avvicinandosi troppo possa perderli.

La persona può reagire con sdegno, rabbia o disperazione ad ogni minimo sentore di possibile perdita dell’altro, per cui sprofonda nella più nera depressione.

Quali sono le domande più comuni quando si ha una relazione?

Le persone con paura abbandonica sono portate ad avere un senso di sfiducia in ogni relazione sentimentale, sono ansiose verso il futuro e nei riguardi del partner, il quale sembra più una cavia da laboratorio che si vuole studiare, che un amante.

  • “Quanto durerà questa relazione?”
  • “Come andrà a finire?”
  • “Cosa posso fare per evitare di farmi lasciare?”
  • “Perché non è più presente come prima?”
  • “Gli/Le importa davvero di me?”
  • “Come faccio ad essere sicuro di lui/lei?”

Come si cura l’angoscia abbandonica

La paura dell’abbandono può essere gestita all’interno di un percorso psicoterapeutico che mira a rendere la persona maggiormente consapevole dei motivi alla base di questo vissuto.

Il lavoro che va fatto è, anzitutto, sulla propria immagine personale per incrementare la propria autostima, successivamente si mira ad essere più indipendenti e autonomi emozionalmente e, in ultimo, imparare che il dolore è inevitabile e trovare il modo migliore per esprimerlo.

Spesso il percorso risulta molto doloroso, poiché si vanno ad approfondire lutti o vissuti di perdita passati che si pensava fossero accantonati o di poco valore. Alla fine, comunque, nel tempo, ognuno impara a tradurre meglio il proprio dolore con gli altri, senza distruggere questi e se stessi nei legami.

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