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La ferita dei non amati

Ritengo che la ferita più grande che una persona possa avere sia quella di non sentirsi amata. È la paura costante di essere abbandonati, trascurati, ignorati, non compresi, non apprezzati, o di esserlo troppo poco.

Questa ferita è una cicatrice che porta i segni di un amore mai vissuto e sempre desiderato, ricercato come un tesoro, spesso privato da figure familiari assenti, svalutanti, violente, disfunzionali o poco pronte a donarlo, che vivono l’amore come uno scambio: “Meriti il mio amore solo se farai carriera!” oppure “Se ti sposerai potrai rendermi orgogliosa di te!“.

L’amore, quindi, viene vissuto come un sentimento da meritare, che si riceve solo se viene raggiunto il progetto familiare di dare qualcosa a qualcuno. Non è gratuito e incondizionato, ma sempre legato ad un obiettivo; in questo modo la persona sperimenta dentro di sé un senso di inadeguatezza, si sente sbagliata, fuori posto, non amabile, indegna.

Non mi ama nessuno! È finita male anche questa volta.

La persona sente di non meritare nessun tipo di amore e crescerà, dentro di sé, un vuoto incolmabile: la paura che nessuno possa mai amarla. Troverà un modo per riempire questo vuoto soffrente, con cibo, droghe, ricercando amori sbagliati, relazioni complicate, che confermano la sua idea di non essere in grado di trovare una persona che possa amarla per quello che è.

La fame d’amore non si placa mai e diventa la sua ragione di vita, perché solo con l’amore potrà sentirsi qualcuno, e non un essere incompleto, un automa. È difficile per una persona che ha vissuto un amore sbagliato sentirsi dire: “Io ti amo per il semplice fatto che esisti… e se tu fossi diverso ti amerei ugualmente, perché amo ciò che sei, non ciò che dai!“.

Nella vita è sufficiente sentirsi amati da una persona, per amare a vicenda.

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