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Cos’è la dipendenza affettiva?

Incontro sempre più frequentemente persone che sono accecate dal loro partner e disposte a fare di tutto per mandare avanti la relazione sentimentale, anche se disfunzionale.

Per molte persone i rapporti affettivi non sono sperimentati con tranquillità e serenità, ma, al contrario, possono essere vissuti con profondo malessere e dolore, nell’incapacità di riuscire a staccarsi da un partner nocivo, offensivo, sbagliato, a cui ci si sente fortemente legati.

Cos’è la dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva, o Love Addiction, è fra le forme di dipendenza più diffusa oggigiorno; è una modalità patologica di vivere la relazione, in cui la persona rinuncia ai propri spazi e bisogni per vivere unicamente in funzione dell’altro, che sperimenta come unica fonte e fulcro di gratificazione e amore.

Il partner, al contrario però, è tutt’altro che gratificante: spesso è una persona anaffettiva o narcisista che maltratta, offende, denigra, svaluta, aggredisce, manipola.

La persona dipendente è, generalmente, molto accudente e iper-responsabile nei confronti del partner, mette al centro della propria vita la relazione e il benessere dell’altro a discapito del suo.

Tende a privarsi dei propri bisogni per soddisfare quelli del partner, che, in questo modo, si approfitta della sua dedizione e spirito di sacrificio; il dipendente è una persona che non è mai stata abituata a pensare a se stessa in modo autonomo, ma sempre in funzione dell’altro: “Sono felice se l’altro è felice!”.

Sceglie l’altro prima di se stessa; questo la protegge dal profondo senso di solitudine che vive; in realtà, teme profondamente l’abbandono e per scongiurarlo fa di tutto, anche a costo di sacrificare se stessa e rinnegare il proprio piacere di fare le cose.

Per questo, il suo partner sarà un amante egoista, senza scrupoli, manipolatore, subdolo, che prende tutto ciò che la persona dipendente riesce a dargli.

Non di rado la relazione può arrivare a degenerare, mettendo in serio pericolo l’incolumità psico-fisica della persona, che, in quel caso, può addirittura giustificare il comportamento violento, per proteggere l’immagine dell’amato: mente, si danneggia, si priva, si isola dagli altri pur di non perderlo.

Come si cade nella dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è come il circolo vizioso della droga: inizialmente si sperimenta una forte ebbrezza ed euforia alla sola idea di vedere il partner, col passare del tempo aumenta il desiderio irrefrenabile di voler passare sempre più tempo in sua compagnia, sacrificando i propri impegni e allontanandosi pian-piano dagli altri e dal mondo circostante.

Anche quando il partner si comporta male ripetutamente, il dipendente affettivo tende sempre a giustificare, a minimizzare, a passarci sopra, nella speranza che un giorno possa cambiare e diventare migliore.

“Ho pensato che un giorno potesse cambiare…che io potessi cambiarlo, invece ogni volta è sempre la stessa storia!”

A volte un forte torto subito può portare la persona dipendente a scoppi d’ira e a decidere di troncare la relazione malsana, ma con il passare del tempo, come per l’astinenza da droghe, la persona cade in un buio vuoto depressivo, ed ecco che ricerca nuovamente il partner, per riempirsi d’amore, ricominciando ad innescare il circolo vizioso della dipendenza.

Così la persona va avanti sempre facendosi bastare quella “dose” di amore, accontentandosi di quel poco che la sazia, che la sfama al momento, che la riempie.

In genere le persone dipendenti sono molto fragili, hanno bassa autostima, un bisogno costante di essere rassicurate, tendono all’accudimento, all’iper-responsabilizzazione e hanno una storia di abbandono e trascuratezza familiare alle spalle.

Sono persone terrorizzate dalla possibilità di essere abbandonate, di restare sole, e vanno alla ricerca costante di qualcuno che possa amarle, curarle, prendersi cura di loro, sfamarle, per non farle sentire inadeguate o indegne.

I 3 tipi di partner scelti

Ci sono 3 tipi di partner che la persona dipendente sceglie:

  1. L’Amante Narcisista perverso
  2. L’Amante Contentino
  3. L’Amante co-dipendente

L’Amante Narcisista Perverso prevede una coppia in cui un amante scappa e l’altro lo rincorre, nel tentativo di trattenerlo a sé.

Generalmente questo tipo di partner appare inizialmente come una persona molto sicura, che sa quello che vuole e, apparentemente, molto forte; successivamente, quando ha soddisfatto il proprio desiderio di potere sull’altro e quando si sente idolatrato, diventa egoista e manipolatore, impigliando nella propria stretta amorosa l’altro partner, che, ormai, si sente legato senza via d’uscita.

Il Narcisista Perverso, infatti, cerca di isolare il partner da amici, parenti, nega uscite, fa il geloso, vuole spazio ma non dà spazio. Fa in modo di essere l’unico punto di riferimento. Non è in grado di leggere i bisogni dell’altro se non in sua funzione e in base ai propri bisogni personali. Scappa e si lascia inseguire, si lamenta e si lascia accudire; la persona dipendente si sente, così, legata a lui in un circolo vizioso da cui non riesce ad uscire.

L’Amante Contentino prevede, invece, un amore di coppia in cui uno dei due è già impegnato affettivamente e l’altro partner si accontenta di quel poco che l’altro riesce a dare in termini di tempo, spazi e amore. Questo incastro amoroso è per la persona impegnata motivo per evadere dai propri problemi di coppia e per la persona dipendente la manifestazione della paura dell’intimità che un vero rapporto potrebbe darle.

Per questa persona vivere un falso amore la protegge dalla paura che un vero amore potrebbe tradirla, abbandonarla o trascurarla. Quindi la persona dipendente preferisce costruirsi il suo castello di sabbia nella fantasia che, comunque, sarà sempre meno doloroso di un rapporto vissuto nella realtà e condiviso pienamente da una persona disponibile e libera.

L’Amante co-dipendente prevede il legame tra una persona dipendente ed un partner con una dipendenza, che sia alcolismo, tossicodipendenza o dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Il dipendente, con spirito salvifico che lo caratterizza, grida “Io ti salverò!” e si lascia invischiare in un circolo vizioso fatto di ossessione e controllo, fino a non poter uscire da questa spirale distruttiva. L’anima “crocerossina” della persona dipendente si unisce perfettamente con un partner debole e bisognoso di aiuto.

Come uscire dalla dipendenza affettiva

Il primo passo per liberarsi dalla dipendenza affettiva è quello di rendersi consapevoli di avere un problema e di aprirsi all’aiuto di un esperto psicoterapeuta, che possa accompagnare la persona a riprendere in mano la propria vita, svincolarsi dalla relazione disfunzionale e comprendere le cause alla base dei comportamenti dipendenti.

Il lavoro promuoverà un senso di maggiore autonomia, accettazione di se stessi e amabilità.

Tutti meritano un amore sano, per il fatto stesso che esistiamo!

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2 Commenti

  • Ivana Posted 5 aprile 2019 0:26

    Leggere queste parole da quasi paura… Sembra come vedere dall’esterno la mia vita… Una consapevolezza che in questo momento di lucidità c’è ma che so già che tra qualche minuto il mio inconscio butterà via

  • Anonimo Posted 11 giugno 2019 20:48

    Io sto vivendo tutto questo da ben 6 anni mi sono allontanata da tutto il mondo credendo a promesse false e speranze che lui possa cambiare. La cosa peggiore è che io lo amo da morire !!!! È la violenza psicologica peggiore della vita. E siccome non riesco ad uscirne mi sono recata a un centro famiglie dove mi faro seguire da una brava psicologa che mi faccia liberare da questa storia malata.

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