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Spesso eventi fortemente stressanti, come la perdita di una persona cara, incidenti mortali, malattie improvvise o cambiamenti di vita inaspettati possono causare, nella persona che li vive, la volontà di fuggire emotivamente da quello che sta accadendo.

A volte l’unico modo per schermarsi dal brutto della vita è vivere in una bolla in cui si osserva tutto in modo distaccato, senza esserne toccati; la derealizzazione è uno stato in cui la persona si sente separata dal mondo, come se osservasse tutto da un vetro offuscato o in una nebbia.

Vedo sfuocato tutto il giorno… il mondo mi sembra separato

Sintomi

  • Sensazione di distacco dall’ambiente circostante (vivere in una bolla o vedere tutto offuscato)

    Vedo tutto ovattato, come se stessi in una bolla e non potessi uscirne!

  • Difficoltà a descrivere a parole la propria problematica
  • Distinzione di ciò che è reale da ciò che non lo è
  • Sensazione di non essere più se stessi e di essere cambiati rispetto al passato
  • Senso di chiusura e smarrimento
  • Senso di solitudine
  • Attacchi di panico o di ansia
  • Somatizzazioni ricorrenti in varie parti del corpo (es. mal di testa, mal di stomaco)
  • Senso di incomprensione
  • Difficoltà nel mantenimento delle normali attività della vita quotidiana, sociale, lavorativa, personale.

I sintomi di derealizzazione causano disagio e sofferenza da parte della persona coinvolta, che spesso si sente incompresa da chi la circonda, poiché non si sente aiutata. La persona fa fatica a descrivere a parole come si sente e, a volte, può temere di stare impazzendo o che abbia danni irreparabili al cervello; questo può causare vere e proprie ossessioni.

La persona è sempre consapevole che le proprie sensazioni non sono reali, ma non riesce comunque ad uscirne perché non riesce a darsi una spiegazione valida.

La derealizzazione ha una durata variabile, ovvero può verificarsi per ore, giorni, settimane, mesi o anni, ed è un aspetto di stati d’ansia acuta o di forti sintomatologie depressive; la persona che ne soffre, infatti, appare insicura, costantemente preoccupata o allarmata in vista di cambiamenti di vita o imprevisti, tendente al catastrofismo e con emozioni negative, quali tristezza, spavento, angoscia.

Cause

Alla base della derealizzazione, spesso, si cela un evento traumatico o di stress acuto non elaborato, come la morte di una persona cara o la perdita del lavoro, che la persona preferisce non affrontare emotivamente.

La morte di mio nonno è stata uno shock per me, ma non ne ho mai voluto parlare con nessuno… preferisco non soffrire!

Le emozioni negative legate allo shock dell’evento traumatico vengono rimosse poiché rischiano di rompere un’emotività già fragile della persona: spavento, angoscia, disperazione vengono accantonate e sostituite dalla distrazione.

Andare a ballare tutte le sere in quel brutto periodo mi ha salvata! Non mi ha fatto pensare alla perdita! Ora, però, sto male!

Salvarsi significa abbandonare i brutti ricordi e le emozioni sentite come distruttive. È comune vivere in una famiglia in cui la comunicazione emotiva è assente o in cui le emozioni negative vengono negate o banalizzate, per questo la persona non si allena a riconoscere e dare voce alla propria emotività rispetto agli eventi esterni, anche quelli drammatici.

Come uscire dalla derealizzazione

La persona che ne soffre è, il più delle volte, convinta di non poterne uscire, ma la psicoterapia può essere la soluzione; si elabora il trauma vissuto per darvi un senso e superarlo. È necessario attraversare le emozioni negative, come l’angoscia della perdita e il senso di impotenza di fronte all’evento scioccante, per accettarle come parte della vita.

La persona dovrà uscire dalla bolla in cui vede sfuocato per affrontare coraggiosamente gli eventi brutti della vita, senza più evitarli, ma sopravvivendo più forte di prima. Bisogna avere uno sguardo amorevole, e non espulsivo rispetto alle rotture della vita.

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